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Storia della FID - 1960

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Federazione Italiana Dama – Delegazione di

Bologna

 

Sotto le Due Torri nasce ufficialmente la Federazione Italiana Dama

di Floriano Roncarati

 

 

Resoconto della ricognizione storica dal periodico “Damasport” relativa all’anno damistico 1960

del DVD “1959 – 2008: i primi 50 anni”

della FID - Federazione Italiana Dama

 

 

Giugno 2009

Sotto le Due Torri nasce ufficialmente la Federazione Italiana Dama

di Floriano Roncarati*

 

Siamo alla seconda puntata della narrazione del cammino storico del movimento damistico italiano realizzato scorrendo le pagine del periodico “Damasport”; rappresenta certamente un modo parziale di cogliere gli aspetti salienti della storia della dama nazionale. Il quadro complessivo di un’epoca lo si può cogliere ricreando il clima di un determinato periodo; certamente “Damasport”, come organo ufficiale della Federazione Italiana Dama, offriva un “racconto” delle manifestazioni con enfasi e risalto. Non è volontà di questa ricerca aprire un dibattito sul come si fa storia, si vuole solo ricordare che non esiste comunque mai uno strumento “neutro”. Il lavoro intrapreso vuole comunque riportare in luce persone, fatti, avvenimenti, che sono stati protagonisti in un’epoca lontana che comunque influenzano la vita dell’oggi.

Dall’ENAL al CONI: la testimonianza di Gaetano Mazzilli alla 24° Assemblea Nazionale Straordinaria e Ordinaria 13 – 14 dicembre 2008 di Roma

In questa prospettiva ci sembra utile a questo punto dare spazio alla testimonianza di Gaetano Mazzilli alla 24° Assemblea Nazionale Straordinaria e Ordinaria tenuta nei giorni 13 – 14 dicembre 2008 a Roma, pubblicata sul N.6 di “Damasport” novembre - dicembre 2008.

“Nel comunicare ai presenti di non essere candidato a queste elezioni auspica quel “salto generazionale” che il compianto Presidente Giacomo D’Amico era solito invocare. Mazzilli, dopo una presenza pressoché ininterrotta dal ’59 nel direttivo della FID, riferendosi alla Dama Internazionale ricorda i trentasei anni spesi tra rappresentanze, riunioni e viaggi, molti, moltissimi, in Europa e fuori dall’Europa. Fra l’altro l’oneroso incarico per circa un anno della Presidenza ad interim della Federazione Mondiale. Tra i ricordi più vivi quello del ’62 a Liegi “Con la mia partecipazione ad una Assemblea della F.M.J.D. la Federazione Italiana varcava i confini nazionali”. Della FID ha seguito tutto il suo evolversi. Si partì dal ’59 da una federazione Presidenziale, quella dell’indimenticabile M° Beppino Rizzi. Tutto ruotava attorno al Presidente, figura forte, carismatica, con lui un ventennio di intensa collaborazione in un periodo di pionierismo della dama.

Ne seguì la Federazione dell’autonomia. La FID si staccava dall’ENAL sino ad allora Ente tutorio. Nel dicembre del ’78 D’Amico, uomo di spessore e di cultura, conquistò la presidenza in una convulsa Assemblea – ricorda Mazzilli - che lo ebbe protagonista in quanto anch’egli era designato per il vertice in rappresentanza della continuità della linea Rizzi. Ci fu una preferenza per un cambiamento radicale… All’indomani, la FID sembrava spaccata in due tronconi ma fortunatamente non fu così. Subentrò una Presidenza Segretariale, ove Oreste Persico con la sua accattivante arguzia partenopea si occupava di tutto e di tutti, impareggiabile tessitore delle sorti damistiche. Intanto il lungimirante M° Walter Signori finalizzava l’utopistico disegno dell’ingresso della Federazione Italiana Dama nel CONI. Un evento fondamentale. … Va incrementato l’agonismo di squadra: sostituire la forza del gruppo all’individualismo potrebbe essere una filosofia da far propria.”

Questa dichiarazione di Gaetano Mazzilli ci fa comprendere come la Federazione Italiana Dama ha una storia nella quale certe tematiche ritornano, ma le “svolte” sono sempre il frutto di progetti che nell’immediato possono apparire utopistici e non sempre sono capiti dalla maggioranza dei componenti il movimento damistico.

Scuola damistica

Nel consultare i numeri della rivista nazionale della Federazione Italiana Dama del periodo della fondazione salta subito agli occhi come in più punti, sia negli articoli o nelle notizie dai territori, si tende ad evidenziare la terminologia “Scuola damistica”. Quando sul periodico ufficiale della FID si parla di “scuola damistica” significa che in quel determinato ambiente, in quel determinato luogo, in quel preciso periodo, la disciplina della dama è diventata un’attività di gruppo, formata di esperti, che esprimeva non solo un insieme di giocatori, ma anche di istruttori e arbitri; la dama era diventata un fenomeno sociale che andava oltre l’incontro fra gli appassionati che si ritrovavano fra le quattro mura del locale Circolo Damistico. Come nel calcio la provincia di Bergamo è stata una fucina di atleti e l’Atalanta rappresenta un esempio quasi unico nel panorama della sfera, così nello sport della dama ci sono realtà che hanno fatto di questa disciplina uno sport di massa e un fatto socio - culturale; questo fenomeno è maggiormente comprensibile fra le diverse specialità della dama: quella italiana o quella internazionale e nel prossimo futuro di quella inglese. Ci sono “scuole” se ci sono buoni Maestri: questo si realizza quando l’ambiente esprime un insieme di poeti, artisti, filosofi, scienziati della dama. L’ammaestramento, la pratica, l’esercizio, sono la strada verso il successo in ogni attività umana, ma “creare una scuola” è andare oltre: è trasformare una semplice pratica in tradizione con connotati distintivi e originali. Da bolognese doc, mentre dipano questa ricerca, ho già colto nella sostanza che all’ombra delle Due Torri non è esistita una vera “scuola da mistica”; certamente sono state presenti delle forti individualità, ma la dama non è diventata un fenomeno di massa, insomma non è diventata “Scuola”. Il fatto che in una realtà esistano dei Club di dama non vuol dire necessariamente che si origini una scuola damistica; fra “raccogliere” i praticanti e “promuovere” i damisti vi è una differenza sostanziale. Il livello tecnico progredisce se ci sono buoni Maestri; come nella scuola tradizionale sono i maestri che fanno la qualità, non le leggi o i regolamenti. Gli strumenti organizzativi e regolativi possono favorire, ma di per se non sono sufficienti; per fare un paragone con un’altra disciplina sportiva, la piscina da sola non è sufficiente per produrre buoni nuotatori.

Allora scorriamo i numeri di “Damasport” dell’anno che vedrà celebrare sotto al Cupolone nel mese di agosto i Giochi della XVII Olimpiade dell’era moderna.

La dama vero sport di massa

Nella rivista “Damasport” numero 1 / 2 gennaio febbraio dell’anno 1960 nel proprio saluto ai damisti italiani il giornalista Pino Zanchi evidenzia che “La dama, vero e proprio sport di massa, è stato portato a una massa da una organizzazione enalistica nuova di zecca, animata dal Presidente Rizzi che si propone di allargare ulteriormente il suo orizzonte. Pilastro basilare delle attività dopolavoristiche, la dama è destinata ad avere una sempre maggiore diffusione. Così le bandiere di Vicenza, Milano, Venezia, Roma, Prato, Bari, Messina, La Spezia, antesignane del movimento rinnovatore e pietre miliari damistiche italiane saranno affiancate presto da quelle di numerosi altri centri piccoli e grandi…”. Da queste righe si ha una conferma che Bologna non è una delle capitali della dama nel nostro paese. Il titolo poi della foto pubblicata a pagina 9 “Onore al “Campionissimo”” nella quale viene premiato il M° Piero Piccioli, relativa al Campionato italiano assoluto di dama tenuto dal 1° al 4 novembre 1959 a Livorno, ci fa capire come il linguaggio sia mediato dal mondo del ciclismo, dove il “Campionissimo” era riferito a Fausto Coppi.

Le pubblicazioni di dama del 1960 occasione di confronto del valore della Lira con l’Euro

Nello stesso numero di Damasport troviamo un riquadro nel quale vengono reclamizzate le pubblicazioni che la Federazione è in grado di spedire a porto franco e con sconto esclusivamente agli abbonati di “Damasport”; riportiamo i titoli ed i costi per capire su quali “sussidi” si formavano i damisti italiani e avere una misura dei prezzi dei libri dell’epoca:

Maccagni –Volpicelli – Faraboschi “Il problema di Dama nella concezione moderna. – Il finale” a L. 500 – Prezzo di copertina L. 600

Francesco Lavizzari  “Il libro completo della Dama” a L. 1500– Prezzo di copertina L. 1800

Guido Boccali “L’apertura “Sbarrata” 24.20 – 11.15 a L 400 – Prezzo di copertina L. 500

Luigi Franzioni “La Dama divertente” (IV edizione) a L. 650 - Prezzo di copertina L. 800

Il riquadro si richiude con la precisazione che per tutte le spese di spedizione vanno aggiunte L. 60 per le spese di spedizione.

In un trafiletto che compare in un numero successivo della rivista damistica si ricorda che sono in vendita presso la Segretaria della FID in Via Ugo Foscolo n. 3 a Milano “pedine regolari in legno con scatola di custodia al prezzo per ogni muta di lire 150; erano pure in vendita damiere in faesite di misura regolamentare.

E’ interessante rilevare come il fenomeno inflattivo ha prodotto modifiche nel potere d'acquisto della moneta che allora era la “Lira” e oggi è l’”Euro”; il calcolo è stato possibile tramite i coefficienti di rivalutazione pubblicati dall'Istat. Tali coefficienti sono stati determinati in base all'andamento degli indici del costo della vita, che dal 1968 hanno assunto la denominazione di indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Dopo avere utilizzato una “Tabella rivalutazione monetaria” diamo qualche raffronto:

Lire 1960

Euro 2008

60

0,73

150

1.82

400

4.85

500

6.06

600

7.27

650

7.88

800

9.70

1500

18.18

1800

21.82

Rizzello esemplare caposcuola messinese e “Grande” del damismo

In questo zigzagare fra le righe del numero 3 di marzo 1960 a pag 3 ci sembra interessante segnalare che nella rubrica “I grandi del damismo” viene presentato Giovanni Rizzello di Messina e viene ricordato che nei Campionati di Livorno era l’accompagnatore dei suoi allievi: il C° Maestro Antonino Girone ed Antonino Mainelli. A distanza di tanti anni fra i protagonisti del “72° Campionato Italiano Assoluto di dama italiana” svoltosi a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, dal 10 al 16 novembre 2008 ritroviamo il Grande Maestro siciliano Maijnelli che si è classificato diciassettesimo. Nell’articolo si ricordava che Giovanni Rizzello prese le prime nozioni damistiche “dai grandi Maestri milanesi quali Bassani, Frazioni e Lavizzari”; in seguito Rizzello la “sua occupazione lo fece rientrare a Messina ove riuscì a promuovere un movimento damistico locale ed ad organizzarlo.” L’articolista B.R. evidenzia che il trionfo di Mainelli ai campionati di Livorno, dove conquistò il secondo posto era frutto del “caro Giovanni Rizzello esemplare caposcuola messinese e “Grande” del damismo.”

Mantova, era stata capitale del damismo italiano fra le due guerre mondiali

Nella rubrica “Notiziario” nel quale veniva dedicato spazio alle news dalle varie sedi si evince che la Federazione Italiana Dama stava radicandosi nei territori delle varie province italiane; si informa a pag. 6 che si è costituito il “Centro Provinciale Dama per il Territorio di Trieste” al quale hanno dato la loro adesione quattro Circoli e Sezioni damistiche. Bisogna ricordare che dopo la seconda guerra mondiale venne istituito dal Trattato di pace del 1947 il Territorio libero di Trieste e diviso tra Italia e Iugoslavia che nel 1954 comprendeva:

  • la zona A con la capitale Trieste (l'odierna provincia di Trieste), sotto occupazione alleata; dopo Trieste la principale città era Muggia.
  • la zona B, l'Istria occidentale fino al fiume Quieto (attualmente spartita tra Slovenia e Croazia) sotto occupazione jugoslava.

La costituzione del “Centro Provinciale Dama per il Territorio di Trieste” avveniva quindi a pochi anni dal ritorno della Città giuliana nell’ambito dell’Italia. Nella stessa pagina di Damasport si informava che era stato costituito il Comitato provinciale di Firenze e quello di Mantova; nelle righe riportate in calce alla notizia da Mantova si rammentava che nel decennio prima della seconda guerra mondiale la città dei Gonzaga è stata un po’ la capitale del damismo italiano. “Per diversi anni Mantova è stata sede della Confederazione Damistica Italiana e per ben tre volte il Presidente Nazionale fu un mantovano: Annibale Gallico, M° Bruno Marchi e M° Ivanoe Fossani. Si evidenzia inoltre che il titolo di campione d’Italia arrise nel passato a due Maestri mantovani, Marchi e Vecchini.”

Trionfa l’organizzazione damistica su base popolare

Si apre col titolo “Alle grandi gare di Milano e Verona trionfa la nostra organizzazione su base popolare” l’edizione speciale di “Damasport”, che raggruppa i N. 4 – 5 – 6 di maggio giugno 1960, composta di ben 24 pagine; nel sottotitolo si afferma: “Ritornano gli anziani, accorrono i giovani: tutti i primati di partecipazione sono stati superati!” La seconda pagina di Damasport è interamente dedicata al Torneo nazionale “Coppa Città di Milano“ che si è svolta nelle giornate del 24 e 25 aprile nel salone dell’accogliente Circolo Alessandro Volta di Milano; alla sesta edizione della manifestazione hanno partecipato 126 giocatori.

In evidenza il movimento damistico di Piacenza

Nell’Albo d’oro della manifestazione ambrosiana risulta che nell’edizione del 1956 il vincitore è stato Alessandro Maccagni di Piacenza. Nella classifica finale della “VI Coppa Città di Milano“ nel Gruppo A troviamo al quarto posto in classifica il M° Urio Benassi di Modena al quale vengono attribuiti L. 7.000 e diploma, mentre settimo è Luigi Alberoni di Piacenza che vince L. 3.000 e diploma. Nelle pagine successive si legge che “Nel gruppo B il trionfo di Giuseppe Facchini di Piacenza, simpatico e corretto giocatore, rende onore al damismo piacentino di cui il M° Maccagni è stato l’illustre capo-scuola. Facchini ha vinto meritatamente con superiorità e disinvoltura ed è elemento che riteniamo maturo a misurarsi con i giocatori più quotati”; il damista piacentino ha vinto L. 20.000 e diploma. A commento dei risultati del gruppo A si legge “il 7° posto guadagnato dall’intraprendente Alberoni corona il successo piacentino. Chi avrebbe immaginato prima della gara un così brillante risultato a favore di Piacenza, assente da anni dall’agone nazionale? L’affermazione piacentina ha costituito la rivincita dello sconfitto Maccagni!”

Le “rubriche damistiche” sulla stampa italiana

In un paragrafo dal titolo “Elenco rubriche damistiche” vengono riportate le riviste o i quotidiano che in Italia dedicavano spazio in quel periodo alla dama; erano ben sette gli strumenti di comunicazione che avevano “rubriche”. La prima nell’elencazione è la “Dama Ossolana” sul giornale “Risveglio Ossolonao” di Domodossola, un quindicinale a cura del M° rag. Eleser Tajè. Viene pubblicato un “Corso teorico - pratico di tecnica del giuoco di problemistica”. La seconda rubrica che viene menzionata è “Dama” sulla rivista “Milano Tempo libero” dell’Enal Dopolavoro Provinciale di Milano ed il “rubricatario” come viene definito è il M° Alberto Borghetti. La terza rubrica menzionata si chiama “Giuochi – Dama” era ospitata sul quotidiano “L’Unità” e aveva cadenza trisettimanale; era curata da Spartaco Baccari. La quarta menzione è riferita alla “Settimana Enigimistica” e “Domenica del Corriere” che settimanalmente pubblicavano un “diagramma con problema di Dama” curato dal M° Luigi Franzioni. Poi il quinto dell’elenco era “Il Corriere dello Sport” di Roma che in un apposito inserto dedicava alle attività dell’Enal e pubblicava anche notizie damistiche. Sesto nell’elenco era “Quiz Domenica” che pubblicava ogni settimana una rubrica diretta da Quinto Beccatelli; infine anche “Visto” aveva una rubrica analoga curata da Anton Mario Lanza.

Bologna si organizza ufficialmente in ambito federale

Col numero estivo di “Damasport” Anno 2 - N. 7 – 8 Luglio Agosto 1960 a pag 12 nella rubrica “Notiziario delle province” si apprende che sotto le Due Torri la Federazione Italiana Dama si cominciava a strutturare; era Sindaco della Città di San Petronio Giuseppe Dozza. Il 1960 è l’anno nel quale attraverso mediazioni, anche faticose, vengono istituiti i Quartieri, con l’accordo fra la maggioranza e la minoranza nell’assemblea di Palazzo d’Accursio. Trovava attuazione quindi la proposta della Democrazia Cristiana che, su ispirazione di Giuseppe Dossetti, aveva fatto proprio dei Quartieri il cavallo di battaglia del proprio programma nella campagna elettorale del 1956. La FID intenta ad avviare i nuovi organismi territoriali, consapevole del clima di grande fervore che vedeva avviarsi nel capoluogo emiliano con l’esperienza delle nuove strutture di partecipazione decentrata, designava il Centro provinciale di Bologna con questa composizione:

Presidente: Rag. Corrado Rosa

Consigliere: Idalgo Fiorentino

Consigliere: Ivo Rizzoli

Confronto damistico fra Modena e Carpi

Nel N° 9 – 10 Settembre Ottobre 1960 di Damasport a pag. 5 compare la notizia che il 29 giugno 1960 presso il Circolo Dipendenti Comunali di Modena aveva avuto luogo l’incontro fra Modena e Carpi; si legge che “il numero dei componenti le due squadre era convenuto in 4 giocatori per parte, ma fu ridotto a 3 per la forzata assenza di un giocatore di Carpi. La squadra della Ghirlandina era formata da Urio Benassi, Ugo Bachechi, Badighieri; la compagine di Carpi era costituita da Fernando Slavi, Augusto Del Carlo, Augusto Salieri. Risultato finale Modena batte Carpi 17 – 7.

La FID aderisce alla “Federation Mondiale du Jeu de Dames”

A Pag. 6 si dedica largo spazio ai lavori del Consiglio nazionale FID tenuto il 22 luglio 1960; fra le tante deliberazioni del Consiglio nazionale FID vi è la nomina fra gli arbitri di categoria regionale di Rosa Corrado, il Presidente del Comitato provinciale FID di Bologna. Nella stessa riunione viene deliberata la affiliazione alla federazione mondiale gioco della dama delle 100 caselle “Federation Mondiale du Jeu de Dames” avente sede a Parigi. Viene anche approvato che venga dato inizio ad una rubrica del Giuoco di Dama Polacca (100 caselle). L’ultimo numero dell’anno 1960 della rivista federale è dedicato ai “Campionati italiani assoluti 1960 – 61” tenuti a Merano dal 1° al 4 novembre 1960; il livornese M° Piero Piccioli definito il “Campionissimo” “trionfa su tutti”. Gli altri titoli di Campioni d’Italia sono andati a: Antonino Girone (candidati maestri), Paolo Golosio (nazionale), Matteo Portoghese (regionale) e Piero Arrigo (1° categoria). In una foto pubblicata a pag. 8 viene titolata “Liguria ed Emilia, regioni confinanti, fraternizzano” da sinistra a destra nella foto compaiono Antonio Bonifacio di la Spezia, Gio Batta Corias di Savona ed i bolognesi Corrado Rosa ed Amedeo Gianstefani. A pag. 14 vengono illustrate le nuove norme della FID per l’affiliazione e tesseramento per l’anno 1961; la quota di affiliazione per i Circoli damistici è stabilito in lire 1.000, mentre il costo del nuovo cartellino è fissato in lire 200.

Rimpasti nell’organizzazione federale

A pag. 18 si informa che il Consiglio nazionale FID ha accettato le dimissioni della Commissione Tecnica Problemistica che sono state motivate dalla mancanza di tempo di alcuni membri; nella riunione del 4 novembre il Consiglio aveva provveduto alla nuova costituzione: Presidente Piero Palazzi di Vicenza, Consiglieri: M° Mario Gentili di Roma, Geom. Mario Tessari di Mestre, e quarto membro aggiunto per conto del Comitato nazionale Arbitri M. Loris Bertini di Empoli. Il posto nel Comitato nazionale Arbitri, lasciato vacante da Palazzi, veniva coperto dal prof. Alberto Alessandroni di Mestre. Nell’accogliere le dimissioni da Presidente della Commissione tecnica problemistica del “decano” della dirigenza FID Gino Di Pasqua, in segno di alto riconoscimento per la sua opera, unanimemente il Consiglio nazionale della Federazione deliberava di insignirlo di diploma di benemerenza con Distintivo dama d’oro; al suo posto veniva designato il M° Mario Gentili di Roma.

 

* Floriano Roncarati

Laureato in pedagogia, dopo aver svolto il Servizio militare come Ufficiale di complemento del Servizio Automobilistico dell’Esercito, è stato docente di Educazione Tecnica nella Scuola Media e poi Dirigente Scolastico. Ha ricoperto l’incarico di Consigliere del Quartiere San Donato di Bologna ed è stato Membro della Giunta del Consiglio Scolastico Provinciale di Bologna. Aderisce all’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) ed è iscritto all’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia). Nell’ambito sportivo in gioventù è stato Consigliere regionale della F.I.D.A.L.; attualmente è Consigliere provinciale del CONI di Bologna e Delegato della Federazione Italiana Dama per la provincia di Bologna. Dal 1992 è iscritto come “pubblicista” all’Ordine dei Giornalisti; è stato Consigliere regionale UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e aderisce all’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana). Collabora con diverse testate ed è componente dell’Ufficio Stampa della FID; conduce dagli studi dell’emittente “Ciao Radio” di Bologna la trasmissione sportiva “Fari puntati su…” e cura una rubrica di motorismo. Ha pubblicato i seguenti libri: “Tre minuti di sport europeo” e “Bologna quota 52” con l’”Editrice Conquiste” di Bologna.

Cell. 338/28.18.588

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