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Storia della FID - 1962

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Resoconto della ricognizione storica dal periodico “Damasport” relativa all’anno damistico 1962

del DVD “1959 – 2008: i primi 50 anni”

della FID - Federazione Italiana Dama

 

 

Luglio 2009

La “consistenza” di Bologna nei quadri federali

di Floriano Roncarati*

Il 1962 rappresenta il quarto anno di vita della Federazione Italiana Dama; il 20 febbraio di quello stesso anno John Glenn era il primo statunitense ad entrare in orbita nello spazio. Proseguendo la cavalcata fra le pagine della raccolta di “Damasport”, il mensile ufficiale della Federazione Italiana Dama, nel primo numero di gennaio – febbraio il Presidente Beppino Rizzi nell’articolo di apertura poneva l’accento sul programma federale del 1962; precisava che erano tre i capisaldi dell’attività annuale: la “Coppa Città di Milano”, che verrà disputata il 18 – 19 marzo, il Campionato Italiano Assoluto, che si terrà a Merano dal 29 giugno al 4 luglio e la “Gran Coppa Giuseppina Rizzi”, “che si giocherà a Vicenza il 9 settembre”. Poi a cura dei singoli Enal avranno luogo i Campionati provinciali e dove possibile i Campionati regionali; a queste manifestazioni si aggiungeranno, scriveva il Presidente FID “i proficui incontri a squadre fra circolo e circolo, città e città, provincia e provincia, sul cui sistema gli amici di Prato sono antesignani. … Questa strada di contatti diretti di sfide damistiche, … servono non solo dal punto di vista tecnico di progresso del gioco, ma anche di quello propagandistico.” Il Presidente federale annunciava anche la pubblicazione di un libro del quale si sentiva la necessità “La Dama spiegata ai giovani” del M° Sandro Maccagni edita sotto l’egida della FID dalla autorevole Casa Editrice Mursia.

Il 6 – 7 gennaio 1962 si teneva a Milano la riunione del massimo organismo FID; in “Damasport” viene pubblicata la relazione annuale del Presidente Rizzi al Consiglio Nazionale Federale; fra le tante manifestazioni messe in risalto il leader della FID ricorda: “la Gara a sfide tra squadre di diverse città ed in tale genere rilevare con compiacimento che vi si è specializzato il “Circolo Damistico Pratese”, con ripetuti contatti regionali in Toscana ed Emilia.” Nella stesso resoconto il Presidente per offrire una dimensione del lavoro svolto ricordava che nel 1961 erano state “protocollate ben 3215 lettere, di cui la maggior parte tutte di concetto”. Nel servizio relativo ai lavori del Consiglio Nazionale Federale si ricordava la istituzione della “Commissione di Disciplina” col compito di esaminare, rendendole definitivamente operanti, le eventuali sanzioni prese o proposte dalle singole Giurie. La Commissione era così formata:

Commissione di Disciplina

Responsabilità

Nominativo

Note

Presidente

Mario Marini

Milano

Consigliere

Emilio Coletti

Milano

Consigliere

Dott. Salvatore Scrima

Milano

Il Consiglio federale, inoltre accettava le dimissioni del M° Maccagni dalla Commissione Tecnica per le promozioni e provvedeva a sostituirlo con Rino Frascotti di Milano; questa la nuova composizione:

Commissione tecnica permanente per la promozione dei giocatori dell’attività agonistica

Responsabilità

Nominativo

Note

Presidente

Giovanni Bensa

Presidente della Commissione Nazionale Arbitri

Componente

M° Alessandro Borghetti

Consigliere nazionale FID

Componente

Rino Frascotti

Milano

Nella parte conclusiva della relazione il Presidente nazionale FID evidenziava che l’attività damistica è una pratica “popolare a carattere culturale, morale ed educativo e quindi squisitamente dopolavoristica”.

  • La consistenza federale dei giocatori e degli arbitri di dama nel 1962

Nell’andare a zonzo nelle pagine dei numeri di “Damasport” del 1962 non seguiamo un andamento lineare, ma spulciamo quello che più colpisce all’impronta. La pubblicazione sul n. 3 dei nominativi dei damisti appartenenti alle categorie: magistrali, candidasti maestri, nazionale e regionali offre per la prima volta l’opportunità di determinare la forza agonistica del movimento damistico italiano a quattro anni dalla fondazione della FID. I numeri in questo caso sono riassuntivi della reale consistenza, non sono una descrizione basata sulle parole delle quali non sempre è possibile ponderare il “fatto” dal “resto”. I numeri non sono mai un fatto neutro, nella loro consistenza ci indicano gli uomini effettivi in campo, meglio alle damiere; a distanza di tanti anni incolonniamo i numeri per categorie, ripartiti per Regioni, anche se questo forse toglie forza a quella che era la reale struttura territoriale: l’organizzazione provinciale FID avente il fulcro nell’ente tutoriale ENAL. Nonostante la Costituzione del 1948 avesse previsto la presenza delle Regioni, tuttavia queste sono state istituite concretamente solo nel 1970; la conferma della labilità del riferimento regionale sul piano damistico la troviamo nell’articolo di apertura dell’anno dove il Presidente affermava “A cura dei singoli Enal saranno indetti i tradizionali Campionati Provinciali e, ove sarà possibile organizzarli, anche i Campionati regionali”. In queste statistiche sono presi in considerazione i dati degli associati federali alle Categorie: Magistrali, Candidati Maestri, Nazionali e Regionali, che in totale assommavano a 262 tesserati; quelli contemplati nell’elenco non riguardavano, pertanto i giocatori appartenenti alla Categoria “Provinciale” (I- II – III). Le statistiche riportate offrono la fotografia, quindi delle categorie maggiormente impegnate sul piano competitivo nell’ambito damistico a livello regionale e nazionale.

 

I quadri federali dei giocatori di dama 1962

Regione

Categorie

Magistrali

Candidati Maestri

Nazionali

Regionali

Totale

%

%

%

%

%

Lombardia

9

29.0

6

26.1

14

18.9

27

20.2

56

21.4

Veneto

8

15.8

4

17.4

8

10.8

29

21.6

49

18.7

Toscana

4

12.9

3

13.1

23

31.1

19

14.2

49

18.7

Liguria

-

-

1

4.3

7

9.5

8

6.0

16

6.1

Piemonte

-

-

-

-

3

4.1

11

8.2

14

5.3

Emilia

2

6.5

-

-

5

6.7

6

4.5

13

5.0

Lazio

3

9.7

2

8.7

4

5.4

4

3.0

13

5.0

Trentino A.A

1

3.2

1

4.3

1

1.3

10

7.5

13

5.0

Abruzzo

1

3.2

-

-

3*

4.1

7

5.2

11

4.2

Friuli V.G.

1

3.2

3

13.1

3

4.1

2

1.5

9

3.4

Sicilia

2

6.5

1

4.3

2

2.7

3

2.2

8

3.0

Puglia

-

-

2

8.7

1

1.3

4

3.0

7

2.7

Marche

-

-

-

-

-

-

3

2.2

3

1.1

Campania

-

-

-

-

-

-

1

0.7

1

0.4

Italia

31

100.0

23

100

74

100

134

100.0

262

100.0

* A L’Aquila fra i “Nazionali” risulta come tesserato un certo Cesare Garruti; è il damista modenese diventato poi Campione Italiano 1975 -76?

“Spacchettiamo” i dati federale dei giocatori dell’Emilia - Romagna

Dalla tabella precedente si può rilevare che la Regione Emilia – Romagna occupa la sesta posizione in questa speciale graduatoria, in virtù dei seguenti “cartellinati” nelle singole categorie: due “Magistrali”, nessun “Candidato Maestro”, cinque “Nazionali” e sei “Regionali” per un totale di tredici tesserati. Per meglio capire il bilancio per quanto concerne l’Emilia – Romagna cerchiamo di “spacchettare” i numeri, scorporando le singole province; da questa operazione emerge la totale assenza della Romagna. Il fatto poi che Cesare Garuti fosse registrato sotto L’Aquila espropria l’Emilia – Romagna di quello che diventerà il più forte damista emiliano di tutti i tempi; il modenese è infatti l’unico emiliano che ha iscritto il proprio nome nell’Albo d’oro del tricolore nel biennio 1975 – 76.

I quadri federali dei giocatori di dama per Province dell’Emilia 1962

Provincia

Categorie

Magistrali

Candidati Maestri

Nazionali

Regionali

Totale

%

%

%

%

%

Bologna

1

50.0

-

-

3

60.0

2

33.4

6

46.2

Modena

1

50.0

-

-

-*

-

-

-

1

7.7

Parma

-

-

-

-

-

-

2

33.4

2

15.3

Piacenza

-

-

-

-

2

40.0

1

16.6

3

23.1

Reggio Emilia

-

-

-

-

-

-

1

16.6

1

7.7

Emilia

2

100.0

-

-

5

100.0

6

100.0

13

100.0

* Fra i “Nazionali” della provincia di Modena mancherebbe come tesserato Cesare Garruti (Campione italiano 1975 – 76), perché iscritto a L’Aquila?

Ed ora trasformiamo i numeri nei nominativi dei giocatori; questi sono i damisti che sono stati protagonisti nei primi anni di esistenza in Emilia della FID.

 

I damisti delle province dell’Emilia 1962

 

Provincia

Magistrali

Nazionali

Regionali

Totale

 

Damisti

Damisti

Damisti

%

 

Bologna

1

Alfeo Gigli

3

Antonino Curreri

Amedeo Gianstefani

Giuseppe Orafi

2

Guido Magni

Corrado Rosa

6

46.2

 

Modena

1

Urio Benassi

-

-*

-

-

1

7.7

 

Parma

-

-

-

-

2

Sante Battaglini

Giacomo Zini

2

15.3

 

Piacenza

-

-

2

Luigi Alberoni

Giuseppe Facchini

1

Mario Draghi

3

23.1

 

Reggio Emilia

-

-

-

-

1

Francesco Roteglia

1

7.7

 

Emilia

2

Magistrali

5

Nazionali

6

Regionali

13

100.0

 

* Fra i “Nazionali” della provincia di Modena mancherebbe Cesare Garruti (campione italiano 1975 – 76), perché tesserato a L’Aquila?

  • La consistenza dei “problemisti - compositori” e degli Arbitri di dama nel 1962

Nell’ambito dell’attività rivolta ai “problemisti & compositori” l’Emilia risulta totalmente assente; in questo ambito le Regioni più rappresentative sono la Toscana, il Veneto ed il Lazio.

Attività problemistica compositori 1962

Regione

Magistrale

Nazionale

Totale

%

%

%

Toscana

3

27.3

8

23.6

11

24.5

Veneto

1

9.1

5

14.8

6

13.4

Lazio

2

18.1

3

8.8

5

11.1

Lombardia

3

27.3

1

2.9

4

8.9

Friuli V.G.

-

-

3

8.8

3

6.7

Piemonte

-

-

3

8.8

3

6.7

Puglia

-

-

3

8.8

3

6.7

Calabria

1

9.1

1

2.9

2

4.4

Abruzzo

-

-

2

5.9

2

4.4

Campania

-

-

2

5.9

2

4.4

Sardegna

-

-

2

5.9

2

4.4

Sicilia

1

9.1

-

-

1

2.2

Marche

-

-

1

2.9

1

2.2

Italia

11

100.0

34

100.0

45

100.0

Non sono contemplati nell’elenco i compositori appartenenti alle categorie I e II

Sul piano arbitrale non si registrano in Emilia Arbitri delle Categorie “Nazionale” e “regionale”; la Regione più forte come si può rilevare è la Lombardia.

 

I quadri degli Arbitri Federali di dama 1962

Regione

Nazionali

Regionali

Totale

%

%

%

Lombardia

6

54.5

2

7.2

8

20.5

Trentino A.A.

2

18.2

3

10.7

5

12.8

Veneto

1

9.1

4

14.2

5

12.8

Toscana

2

18.2

2

7.2

4

10.2

Piemonte

-

-

4

14.2

4

10.2

Abruzzo

-

-

3

10.7

3

7.7

Liguria

-

-

3

10.7

3

7.7

Puglia

3

10.7

3

7.7

Emilia

-

-

2

7.2

2

5.1

Lazio

-

-

1

3.6

1

2.6

Marche

-

-

1

3.6

1

2.6

Italia

11

100.0

28

100.0

39

100.0

Non sono contemplati nell’elenco gli Arbitri appartenenti alla Categoria Provinciale

A questo punto è opportuna una riflessione: ci sembra interessante mettere in evidenza che possono esistere singoli damisti molto forti in una provincia e mancare l’organizzazione federale, mentre per fare un movimento di base è sempre necessaria un’adeguata organizzazione territoriale. A questo proposito ci preme richiamare alla memoria l’appello che il Presidente Beppino Rizzi indirizzava nell’anno di nascita ai singoli damisti di farsi artefici e promotori nelle loro realtà locali.

 

  • 1925 - “Nozze d’argento” del Campionato Italiano Assoluto

A pag. 12 del n. 3 di “Damasport” si ricorda che il Campionato Italiano Assoluto arrivava alla XXV edizione, celebrando le “nozze d’argento” in quanto nel 1925 il romano Aurelio Tagliaferro, a Milano, conquistava il primo titolo di Campione d’Italia. Da quell’anno i Campionati si susseguirono con alterne vicende, in funzione della precarietà delle “passate traballanti Federazioni”. Si ricorda che “Dai 50 concorrenti del 1959 a Livorno, siamo saliti ai 66 del 1961 a Merano ed addirittura agli 84 dello scorso anno, sempre a Merano, con 31 province rappresentate.” L’appuntamento tricolore era convocato dal 29 giugno al 4 luglio 1962 e per motivi tecnici ed organizzativi, l’afflusso dei partecipanti al Campionato, sarà fatto ad invito; i 96 iscritti venivano suddivisi in 8 batteria da 12 giocatori ciascuna. Al girone finale composto da 32 giocatori venivano ammessi i primi quattro di ciascuna batteria. I classificati al 5° , 6°, 7° posto delle singole batterie venivano ammessi  partecipare alla “3° Città di Merano”, torneo sussidiario del campionato italiano. Fra le quaranta province presenti al Campionato italiano erano rappresentate per l’Emilia: Bologna, Parma e Piacenza. Dal n. 7 di “Damasport” del luglio 1962 apprendiamo che Roberto Matrunola ha conquistato il titolo tricolore, precedendo il Campione uscente Umberto Righi; il giocatore romano era già stato Campione italiano nell’edizione  1957 disputata a Verona. Una finale quindi tutta capitolina: è interessante rilevare come cinque anni dopo Matrunola riconquista la posizione più alta del podio a scapito del concittadino Righi; dal lontano 1925 prima di loro l’unico romano che aveva iscritto il proprio nominativo nell’albo tricolore era stato nel 1950 Angelo Volpicelli. La storia ci dice che l’anno successivo a quello delle “nozze d’argento” il titolo andrà di nuovo ad Angelo Volpicelli, mentre Roberto Matrunola avrà la soddisfazione di conquistare il terzo alloro tricolore nel 1970. Dal “quadro” del Campionato italiano si vede quindi come il titolo tricolore finirà per tre anni consecutivi all’ombra del Cupolone: nel 1961 con Righi, nel 1962 con Matrunola e nel 1963 con Volpicelli. Nella cronaca della gara di Merano si legge che il “bolognese Curreri ha condotto una gara giudiziosa insieme al Girone di Messina totalizzando il 50% dei punti”; il damista felsineo conquisterà il ventesimo posto nella graduatoria assoluto ed il quarto posto nella categoria “Nazionale”. Il piacentino Giuseppe Facchini si classificherà al 28° posto nella graduatoria assoluta; nel torneo sussidiario “3° Coppa Città di Merano” il petroniano Corrado Rosa, appartenente alla categoria “regionale”, si classificherà ottavo.

  • L’attività damistica lungo la Via Emilia

Dalle varie notizie che appaiono sul periodico federale nel 1962 si rileva un certo dinamismo sull’asse della Via Emilia, la strada che da Bologna conduce verso Piacenza; non emerge nulla invece sull’altro tratto della strada consolare romana che porta dal capoluogo regionale verso la Romagna.

Campionato provinciale piacentino

Sfogliando “Damasport” si apprende che il Campionato provinciale piacentino 1962 è stato vinto da Aldo Sacchi; al secondo posto Giovanni Ghizzoni di Ponticelli d’Ongina. Terzo Draghi, seguito da Panizzi, Ciregna e Fortunati.

Ammissione alla categoria superiore

Dopo il 25° Campionato Italiano Assoluto la “Commissione straordinaria per le promozioni”, convocata appositamente fra i tanti passaggi alle serie superiori decideva che Corrado Rosa di Bologna veniva promosso alla Categoria “Nazionale”.

Gli emiliani al “Città di Verona”

Nel n. 11 di “Damasport”, diffuso in formato ciclostilato, sono riportati i risultati della 4° Gara damistica nazionale “Città di Verona”; nel Gruppo A Cat. “Regionali” 8° Mario Draghi di Piacenza, nel Gruppo B “Provinciali I- II- III” 2° Walter Pagani di Modena, 7° Camillo Mattioli di Reggio Emilia, 9° Giorgio Rossi di Reggio Emilia. Nel Gruppo C “Esordienti” 6° Cesare Battaglini di Bologna.

Il confronto Emilia – Toscana ed il programma di Reggio Emilia

Nel “Notiziario delle Provincie” a pag. 14 del n. 1 di “Damasport” da Prato si annuncia “Né vincitori né vinti fra Toscani ed Emiliani”, mentre nella stessa pagina da Reggio Emilia si mette in evidenza “L’interessante programma 1962”. In queste note si ricorda che nella Città del Giglio si è concluso il carosello damistico che ha visto impegnati i damisti emiliani e toscani; la selezione Modena - Bologna contro Prato - Firenze si è conclusa 52 pari. Si apprende, inoltre che nel precedente incontro svoltosi sotto le Due Torri avevano vinto i toscani 65-39, mentre a Reggio Emilia era terminato 39 - 29 per gli emiliani. La squadra emiliana era formata da: Rosa, Andreghini, Benassi, Manzoni, Curreri, Pagani, Magni, Pianori, Guastino, Bacecchi, Raimondi, Gianstefani, Gavanti. Nella stessa pagina viene pubblicato il programma di attività 1962 approvato dal Circolo Damistico Reggiano; sono quattro le manifestazioni destinate a convogliare l’attenzione degli appassionati reggiani allo “sport del cervello”. La gara di apertura era l’11 febbraio col “Tricolore”, valevole come gara di selezione 1 e 2° categoria; poi il 18 – 19 marzo nei Saloni del Palazzo del Capitano il Campionato provinciale di 1 e 2° categoria, mentre il 6 maggio il Torneo Provinciale Damistico e il 23 settembre la seconda edizione della Coppa Enal “Vespa Club”. Nei mesi di ottobre – novembre 1962 si mettevano in cantiere incontri interprovinciali amichevoli. Nello stesso numero nella “rubrica delle lettere” un certo Gastone Tondelli di Reggio Emilia chiedeva un aiuto alla FID per il suo circolo: viene risposto che lo “sparuto bilancio federale” non permetteva di provvedere “ai bisogni di tutti e d’altronde Reggio Emilia non è certamente una zona depressa, per avere necessità di tale spinta.” Si concludeva col responso “che la organizzazione si fa con il sacrifico di tutti, anche pecuniario…”.

La rappresentativa di Modena batte Bologna

Per fare opera di propaganda e proselitismo il “Circolo Damistico Modenese” e quello Bolognese avevano organizzato un doppio confronto; come emerge da queste manifestazioni è largamente diffusa la volontà di promozionale lo sport della dama. L’incontro di andata si è svolto l’11 novembre presso il Circolo dell’Azienda Municipalizzata modenese; la gara di ritorno si è effettuata il 25 novembre presso il Bar Borsa di Bologna. Come si può rilevare dai locali prescelti per le dispute esisteva la volontà di portare la “dama” fuori dagli ambiti consueti, per andare fra la gente; va sottolineato che nel secondo dopoguerra la “Sala Borsa” di Bologna era stata utilizzata come un moderno palasport e solo nel 1999 venne deciso la destinazione della piazza coperta a biblioteca.

  • A Liegi nel settembre 1962 l’esordio internazionale della FID

“Challenge mondiale 1962”

In un “riquadro” sul primo numero di “Damasport” del 1962 si legge che “Les Annales Mondiales du Jeu de Dames”, l’organo ufficiale della “Fèdèration Mondiale du Jeu de Dames”, aveva pubblicato nel numero di gennaio 1962 il seguente trafiletto: “Diamo il benvenuto alla “Federazione Italiana Dama” che ha dato la propria adesione alla Federazione mondiale per gli anni 1960 – 61 – 62.” La FID risulta la sedicesima federazione affiliata alla F.M.J.D; in un altro punto di “Damasport” si informa che in merito alla dama internazionale l’Italia sarebbe intervenuta ufficialmente al “Challenge” mondiale di Liegi. L'esordio del campionato Mondiale di dama internazionale, ad opera di pochi validissimi benemeriti pionieri, è avvenuto prima della costituzione della Fédération mondiale de jeu de dames (FMJD), realizzata in Francia nel 1947, con l'adozione del francese per gli atti ufficiali concernenti la Dama Internazionale. Dal n. 7 di “Damasport” del luglio 1962 si apprende che il triestino Francesco Laporta, vincendo un torneo di dama internazionale presso il “Circolo Cantieri Riuniti dell’Adriatico”, era stato designato a rappresentare l’Italia nel “Challenge” che si è poi disputato a Liegi in Belgio dal 3 al 12 settembre. Il triestino è arrivato quinto su dieci giocatori partecipanti; al termine della manifestazione tenuta in Belgio il damista di origine giuliana Francesco Laporta si è trasferito a Hoogezand in Olanda dove era stato ingaggiato per un torneo nel quale si è piazzato ottavo. Il vincitore del “Challenge mondiale 1962” è stato il senegalese Baba Sy; erano presenti i giocatori di dieci paesi: Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Haiti, Italia, Marocco, Olanda, Principato di Monaco, Senegal, Suriname; assenti: Germania Occidentale e URSS.

Questa la classifica completa:

1° Baba Sy (Senegal) p. 15

2° W. De Jong (Olanda) p. 14

3° Hisard (Francia) p. 14

4° St. Fort (Haiti) p. 12

5° Laporta (Italia) p. 9

6° M. Verleene (Belgio) p. 9

7° Valois Smith (Suriname) p. 9

8° A. De Descallar (Marocco) p. 5

9° Agliardi (Monaco) p. 2

10° L. Reiman (Cecoslovacchia) p. 1

A questo proposito va ricordato quale era il meccanismo di designazione del Campione del mondo di dama; ogni quattro anni venivano disputate le “Olimpiadi della Dama”, il cui vincitore acquisiva il titolo di Campione del mondo che aveva il diritto di detenere per un quadriennio. Ogni anno aveva l’obbligo di difenderlo contro il vincitore del “Challenge”, gara annuale fra i rappresentati delle Federazioni Affiliate alla F.M.J.D. Se il Campione del mondo fosse stato sconfitto nell’incontro col vincitore del “Challenge”, quest’ultimo acquisiva il titolo e tutti i diritti di cui godeva il Campione spodestato. Per il successivo anno 1963 era previsto il “big macht” fra Baba Sy e Iser Kouperman, detentore del titolo mondiale, mentre le “Olimpiadi della Dama” avrebbero dovuto svolgersi nel 1964. Il Grande Maestro senegalese Baba Sy aveva riportato in Olanda il 27 gennaio 1962 il record delle partite simultanee di dama internazionale col seguente risultato:

150 partite – 112 vinte – 33 pari – 5 perse

percentuale in punti 85.77 % e durata del gioco: otto ore e dieci minuti. Da tenere in considerazione che tra gli avversari del damista africano figuravano 77 giocatori di grande classe. La manifestazione era stata organizzata da “Haags Courant” sotto il patrocinio della K.N.D.B e della Federazione internazionale; il Presidente F.M.J.D Willems al termine della prestazione ha consegnato al M° Baba Sy il diploma che attestava il record. Invece per quanto concerne Iser Kuperman, talvolta scritto Koeperman, era nato il 21 aprile 1922 a Kiev, era di nazionalità ucraina e quindi gareggiava con la casacca dell’Unione Sovietica; gli “annali storici” ci dicono che è stato Campione del mondo nel 1958, 1959, 1961, 1963, 1965, 1967 e 1974.

Congresso F.M.J.D.

Sempre a Liegi il 9 – 10 settembre si è svolto il Congresso dei Dirigenti delle Federazioni nazionali affiliate alla F.M.J.D; la FID era stata rappresentata dal Consigliere nazionale Dr. Gaetano Mazzilli, mentre il Presidente M° Beppino Rizzi non aveva potuto partecipare per gravi impegni familiari. Nel supplemento ciclostilato al n. 9 di “Damasport” Gaetano Mazzilli ricordava che nel proprio intervento assemblea in terra belga aveva sottolineato che nel nostro paese il “Consiglio nazionale della FID è partito al tempo della ricostruzione della Federazione, dal concetto base che i motivi organizzativi debbono sempre avere il sopravvento su quelli tecnici”. Più oltre affermava “La FID è convinta che quando l’organizzazione è forte, sia cosa ancora più facile ottenere più risultati tecnici; ma che invece questi siano destinati a languire se sostenuti da un’organizzazione debole”.

  • Consiglio nazionale FID

Nel Consiglio nazionale FID riunitosi l’8 dicembre a Vercelli è stato deciso che i “Centri provinciali” modificavano la denominazione in “Comitati provinciali”; gli organismi locali della FID venivano formati dai rappresentanti di ciascun sodalizio della provincia. Nella stessa riunione, preso atto delle dimissioni del prof. Alberto Alessadrini dal Comitato Nazionale Arbitri, in sua sostituzione veniva nominato il Col. Spartaco Baccari di Roma. Questa la composizione aggiornata della Commissione Arbitri al termine del 1962:

Commissione Nazionale Arbitri

CNA

Nominativo

Luogo e anno di nascita

Residente

Note

Presidente

Bensa Giovanni

Imperia 1911

Milano

Consigliere

Baccari Col. Spartaco

Roma

Consigliere

Padoan Virgilio

Chioggia 1904

Livorno

Rappres. CTNA

Consigliere

Volpicelli Angelo

Roma 1904

Roma

Rappres. CTNP

 

* Floriano Roncarati

Laureato in pedagogia, dopo aver svolto il Servizio militare come Ufficiale di complemento del Servizio Automobilistico dell’Esercito, è stato docente di Educazione Tecnica nella Scuola Media e poi Dirigente Scolastico. Ha ricoperto l’incarico di Consigliere del Quartiere San Donato di Bologna ed è stato Membro della Giunta del Consiglio Scolastico Provinciale di Bologna. Aderisce all’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) ed è iscritto all’ANAI (Associazione Nazionale Autieri d’Italia). Nell’ambito sportivo in gioventù è stato Consigliere regionale della F.I.D.A.L.; attualmente è Consigliere provinciale del CONI di Bologna e Delegato della Federazione Italiana Dama per la provincia di Bologna. Dal 1992 è iscritto come “pubblicista” all’Ordine dei Giornalisti; è stato Consigliere regionale UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e aderisce all’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana). Collabora con diverse testate ed è componente dell’Ufficio Stampa della FID; conduce dagli studi dell’emittente “Ciao Radio” di Bologna la trasmissione sportiva “Fari puntati su…” e cura una rubrica di motorismo. Ha pubblicato i seguenti libri: “Tre minuti di sport europeo” e “Bologna quota 52” con l’”Editrice Conquiste” di Bologna.

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